Questa sera sono seduto su un’ idea. Ci sto seduto sopra nella speranza che diventi un racconto. Guardo e ascolto. Ma forse sono troppo distratto. Me lo dice anche l’investigatore privato Falcinetti, che si sente protagonista del racconto a tutti gli effetti. E’ parecchio scocciato. Seduto sul mio letto fuma nevrotico e infila una sorsata di rhum tra una boccata e l’altra. Povero Falcinetti, sono troppo distratto davvero. Da sotto la sua giacca, davvero di pessimo gusto e decisamente fuori stagione, spunta la calibro 9 che non ha mai usato. Gli basta la faccia da duro. Credo non mi farà andare a dormire molto presto. Brutta storia. Anche per stasera il problema delle occhiaie è rimandato. Il fatto è che sono distratto. Odio essere distratto. Euppure cause di forza maggiore mi portano lontano. Nello specifico sto assistendo a un raro e notevole confronto tra due personaggi che solo in apparenza sono distanti. Mi spiego, se possibile, in breve. Non vorrei mai che Falcinetti, attualmente l’unico investigatore privato del mondo ad avere un cognome ma non un nome, un dettagliato passato ma non un presente, si irritasse ulteriormente. Cos’è il genio: il genio è intuito, lucidità e rapidità di esecuzione. Il genio è Claudio Bisio. Ieri sera sono approdato allo Zelig. Lo Zelig, la mecca del sorriso, la fabbrica della battuta. Bisio, l’imperatore della risata. Non lo dico io. Lo dicono tutti. Entrando nel piccolo cabaret si respira l’aria della vera comicità , dello studio e dell’applicazione. Si ride. E il riso è una medicina senza data di scadenza. Ridere allunga la vita. Si respira questo. E si ride, e anche parecchio. Perchè sul palco, sotto i riflettori, passano persone che vogliono farti ridere. I comici. I più acuti e sensibili osservatori. Le persone più attente alle sfumature, alle piccole ossessioni di tutti i giorni. Ce le fanno vedere, ci fanno vedere la nostra ignoranza, ci fanno vedere le nostre paure. Ci mettono dalla parte bella e divertente. Questo è il loro lavoro. Bello vederli lavorare. Si ride forse anche un po’ impressionati. Dopo tutto sarebbe impossibile che una battuta detta nel Tempio della Risata non facesse ridere. Allora si ride anche per una battuta così così. Anche perchè ridono tutti. Una platea, me per primo, in balia del direttore d’orchestra. Siamo il pubblico, ovvero la cosa più importante. Lo sa bene Bisio. Si, quello che faceva il timido soldato in Mediterraneo. Il professore in Asini. Discreto attore il sommo Imperatore. Che adesso non presenta più, per il rischio di una pericolosa sovraesposizione mediatica. Che porta alla noia ( Vespa) o alla nicchia (Marzullo). Lascia la conduzione alla Miss da Seconda Serata. Una giovane, che richiami i giovani ma che sia bella anche per gli over. Perchè il Pubblico è dagli zero ai settanta. La scelta cade su Giorgia di Mtv. Baciata dalla dea bendata, passa dallo snocciolare titoli per teen ager in piazza duomo al timone di una barca che ormai ha il pilota automatico da un pezzo. Simpatici tutti, due davvero geniali. Non vi rovino la sorpresa, anche perchè andra in onda martedì prossimo. Ah, già , mi ero dimenticato: Zelig l’Industria. Una consolidata impresa di manager del sorriso, che sforna record e picchi d’ascolto senza cosce e tette all’aria. Per la televisione ci si piega a rifare l’inizio, per qualche battuta sbagliata. E’ l’Imperatore a spiegarlo al Pubblico, che ride anche se solo lui respira. Perdonato, per te questo ed altro: ed ecco in scena di nuovo lo stesso entusiasmo di un’ora prima. Stessi applausi e risate. Adesso sul palcoscenico ci sono degli attori, è commedia. Si rifa tutto. Perchè il riso è senza data di scadenza ma ha una ricetta. Prescrive il Dottor Palinsesto. Il brutto di tutta la serata. Per la televisione questo ed altro, perchè parlandoci chiaro: siamo mica qui per dirci solo cazzate. E’ pur sempre un lavoro, e lo sanno bene i nostri amici dello Scaldasole, tutti a scroccare un passaggio di un paio di minuti in seconda serata. Loro: l’Anti- Zelig-Commerciale. Eccoli li, al cospetto dell’Imperatore. Che rimane davvero il Re. Davvero bello aver visto tutto questo. Aver visto un pezzo di leggenda. Non ridevo così da tanto… E se vi sembra che Sant’Agostino non centri, vi sbagliate di grosso. Con una breve parentesi dovuta al mio retaggio medio borghese cattolico, rimembro una storiella a lui attribuita. Mi piace Sant’Agostino, gran personaggio. Il più grande puttaniere dell’Impero ( quello romano, non di Bisio), fino alla conversione. Il più rigido e lucido santo. Un Padre della Chiesa. Un altro genio. A cui è attribuita la storiella, trita e ritrita in tutte le versioni, che mi ronza in testa dopo una chiaccherata serale in cui un abbraccio ha detto molto più di tante parole. Ti ho ascoltata, perchè amo ascoltarti, e perchè forse ascoltarti è già aiutarti. Ascolta tu ora: la storia delle orme sulla sabbia. Quattro piedi che lasciano impronte nella sabbia. Per aiutarti ho messo quello splendido tramonto su Stromboli. Il mare e la sabbia. E quattro impronte. Camminano insieme, sono passi vicini, a volte piccoli a volte lunghi, sempre vicini. Questo è stare insieme. Ecco una difficoltà . Come molte, se ne incontreranno molte. Molte salite. Di colpo le orme diventano solo due. Solo due. Abbandono. Distruzione, fine, tragedia. No, semplicemente chi faceva meno fatica ha preso in braccio l’altro. Questo è camminare insieme. Questo è quello che avrei voluto dirti. E quello che farò. Sempre che Sant’Agostino mi perdoni per la mistificazione della storiella. Forse per prendere capra e cavolo, potrei chiamarti Agostino. Agostino Falcinetti, investigatore privato. Preparati, adesso tocca davvero a te. Luci di scena, musica, si parte. Lascia a me il bicchiere e preparati…
me too
Matricola 1257923645
Mi sono svegliato troppo presto. Ho avuto tutto il tempo di godermi il giornale. Pagina dopo pagina, trovo la notizia del giorno: fine ufficiale della leva obbligatoria. Fine dei tre giorni. Da domani un micro esercito di dottori disoccupati, abiutati a una palpatina di palle e una misura di torace, andrà nelle sale operatorie italiane. Io, che aspetto il congedo, mi vedo arrivare ogni anno, il 18 giugno (data di cui ho parlato già ), la mia cartolina di partenza. Destinazione Trento. Biglietto di sola andata: CRR Lagunari. Si, lagunari, quelli che si pisciano negli scarponi, quelli che vanno in giro a mollo nelle lagune. Quelli mandati in Iraq. Famosa terra di lagune. Hanno firmato per andarci. Credo che molti firmerebbero per tornare. Giro di immaginazione, e mi trovo seduto in una guardiola su un ponte. Posto di blocco. Ho in mano un fucile. Non sono un buon tiratore, nemmeno in sogno. Al luna park non riesco nemmeno a vincere il peluches più piccolo. Qui se sparo giusto vinco la mia pelle. Mia e delle persone che mi stanno di fianco. Una possibilità su due. O io o il ragazzo davanti a me. Palla al centro. Se qui fumo un pacchetto di sigarette per vendere, la per sparare mi sa che passo direttamente alla stecca. Anche se fa diventare sterili. Anche l’uranio impoverito fa divenatre sterili. Peccato, avrei tanto voluto un bambino. Unico erede della dinastia, unico a portare avanti il cognome. Poveretto mio padre. Assomiglia davvero tanto al cappellano, Don Roberto. Brava persona, si impegna a tranquillizzarci tutti. Tranquilli ragazzi, come insegnava Cristo, sparate e portate a casa la pelle. Ne va delle democrazie occidentali. La democrazia occidentale porta benessere. Io porto benessere. Se sparo a tuo cugino è solo per portarti benessere. Perchè anche tu possa mangiarti un Big Mac sul tuo fuoristrada. Sparo per un Big Mac. Ho firmato per questo. La democrazia occidentale ha paura del terrorismo. Anche io ho paura del terrorismo. Una bomba potrebbe portare via la mia fidanzata mentre passeggia tranquilla. Allora si che mi arrabbierei. Eccome. Domani mattina non so se mi sveglio. Se mi sveglio firmo per tornare. E se mi va bene riparto per l’Afghanistan. Come? Non ve lo ricordate? é quel posto dove ogni due giorni muore un americano. Ci sono gli alpini. Io sono un lagunare. Magari ci sarà un fiumiciattolo anche là . Oppure se mi va di lusso posso andare in Albania. Lì non si spara. Si ricostruisce. Solo che da lì tornano tutti malati. Ne sono morti una decina di cancro. Per l’uranio. Porca miseria, se devo morire di cancro lasciatemelo scegliere. Speriamo mi mettano in congedo. Così posso stare a casa, dalla mia ragazza. E ricordare gli occhi della puttana che mi sono scopato mentre ero in missione. Occhi da bambina. Due dollari. Il dollaro, la moneta della democrazia, compra tutto. Ero anche riuscito a comprarmi un coltello migliore di quello in dotazione. Era di un soldato inglese. l’ho trovato a un mercato in mezzo al deserto. C’è il suo nome. J.H. Loman. Caro JH, ti è andata male. Meglio a te che a me. Mi ricordo dell’aereo contro il Pirellone. E delle Torri Gemelle. Ricordo che ero da un cliente. Guardavamo in silenzio. La gente che si buttava dalla seconda torre. Non era bello. E’ molto più bello guardare Cento Vetrine. ridere bisogna pur ridere… Ma quella volta non si poteva cambiare canale. E adesso, che conto le macchine dalla mia guardiola, non posso cambiare canale. Se riesco ne arresto uno. Diventerà un recluso. Come i reclusi del grande fratello, avrà le sue prove settimanali. Tipo la corrente nei coglioni. Se vinci la prova rimani nella casa. Se no ti aspetta la Casa del Padre. Il padre di Don Roberto. Aspetta parecchie visite ultimamente. Spero possiate salutarlo per me. Io preferisco ritardare la partenza. Penso a tutte queste cose, le scrivo sul computer e le metterò sul sito a mezza mattina, quando le fatture non pagate mi avranno già fatto pensare ad altro. La mia guerra per il business. E stasera mi berrò un cuba alla salute di quelli che hanno firmato. E di quelli che se ne stanno beati nella loro branda, a ringraziare Nostro Padre di essere stati i primi a sparare. Per loro serata fiacca, nemmeno Porta a Porta fa più i collegamenti con il fronte. Pericoloso far vedere i ragazzi tesi. Si può solo andare a puttane. Due dollari in meno sullo stipendio. Per fortuna la vita la costa molto meno. Pensate che un povero ragazzo di milano è ancora costretto a pagare la coca 35 euro al grammo. La coca, il principale introito del vecchio Afganistan. I papaveri che adesso sono sorvegliati dagli alpini. Passeggerò per corso como urlando a tutti i figli di papà : “potreste almeno pensare un po’ ai soldati al fronte… sono quelli che vi garantiscono la coca. e sono quelli che vi fanno fare ancora benzina al coupè: Ingrati”. Mi guarderebbero male. Se riesco questo week end vado al mare…
Grazie a Luca anche lui sta bene!!!!
è stato guardandoti… ovvero il peso specifico dell’amore
questo post parte con le scuse. Tutti a mangiare la pizza… e Franz che rimane a casa. A scrivere. Eppure ho i miei motivi. Poi il benvenuto: un nuovo membro si aggira nella redazione. Gli obbiettivi di questo nuovo anno sono chiari: è il blog di tutta la comunità . Dietro l’amabile soprannome, e l’estasiante penna chi si nasconde? Forse l’Ambasciatore?
bando alle ciance: ecco la tranquilla e ragionata domenica che si conclude con un tramonto superlativo, nuvole rosse e nere, sole che si spegne dietro i palazzi. Sono quei rari momenti in cui amo Milano, la sua aria, il suo cielo. Il tutto cade in una giornata un po’ particolare. Alla fine della quale avevo bisogno di camminare da solo. Respirando l’aria, guardando il cielo, contando i nomi sui citofoni, toccando le impalcature e le foglie per terra. Il tutto sollazzandomi nella profonda convinzione della mia ragione. Ecco il punto: ho ragione. Ne ero sicuro. Parto da lontano: i miei voti di presentazione alla maturità nelle materie scientifiche: 4,3,4,3,3. Non male per un liceo scientifico. Voto d’uscita: 42 (che per quelli che non capiscono non si legge quarantadue ma “vai via con un calcio in culo”). Euppure ero sicuro. No, non me la raccontavano giusta: non c’era nessuna bellezza in una funzione. E non era certo colpa mia se non riuscivo nell’innamorarmi di un solido in rotazione. E non sapevo a memoria le leggi che permettono a un aereo di volare. Un’aereo vola, taglia il cielo con le striscie bianche, illumina la notte quando guardi le stelle. Vola e basta. Ero sicuro non fosse così… E oggi finalmente ho preso la mia rivincita. Ecco a voi la tesi che sconvolgerà il mondo della fisica, distruggerà le menti di molti scienziati e appannerà Newton & soci: la legge di Franz sul mondo: “il peso specifico delle cose varia da persona a persona, da momento a momento, da situazione a situazione”. Svolgimento: domenica mattina, matrimonio di amici, non trovo posto a sedere, chiesetta di paese stracolma. Sorridono tutti, per forza è un matrimonio. Mi stacco dalle parole del prete, e osservo. Mi viene da dio. Giro tra le facce. C’è il fotografo, mille matrimoni alle spalle. Foto d’ordinanza. Ci sono i genitori. Ci sono i testimoni, gli amici, i parenti. E poi ci sono gli sposi. nel nostro caso davvero una bella coppia. Arriviamo al fatidico scambio di anelli. Un anello ha un peso specifico misurato secondo le leggi del mondo: 10 grammi. O più o meno. Ma possiamo chiedere allo sposo. Quell’anello, questa mattina, pesava molto di più. Il peso più grande che si possa portare. Chiedete alla sposa, sarà lo stesso. Chiedete al padre della sposa, quanto possa essere stato pesante il braccio di sua figlia nei passi verso l’altare. Chiedete quanto può pesare la penna con cui firmerete il mutuo della vostra nuova casa. Eppure era la stessa bic blu con cui avevate scritto un sacco di volte. Possibile che cambi di peso? Chiedete al soldato, quanto pesa quel proiettile pronto a uscire dalla canna, mentre lui mira un uomo. chiedete al chirurgo quanto possa pesare quel bisturi che taglia la pancia di sua moglie. Beh, è universale. provate a negare la mia tesi. Misuratelo come volete, ma quell’anello pesa 10 grammi solo per le regole. Chiedete a un ex fidanzato, che in fondo alla chiesa pensa e sorride. Chiedete. Sappiatemi dire. Dubito si possa negare la mia tesi. e se da cosa nasce cosa, il resto della giornata è passato in riflessioni sul tema. Sul peso dell’amore. O sulla sua leggerezza. Semplici riflessioni su cosa conti davvero nella vita. Su come si possa fare e disfare, progetti e ambizioni, ridere e andare avanti. Su come solo l’amore conti davvero. Che sia leggero o pesante. E anche se avessi torto (ma ne dubito fortemente), almeno ho trovato un sacco di cognomi divertenti nelle vie qua intorno.
Ma ne sono sicuro.
Celebriamo la nascita di una stella
é nostro grandissimo onore celebrare la nascita della Krinuzio Comunicazione. L’agenzia di pubbliche relazioni e organizzazione di eventi nata dalla grandissima esperienza di Vasco Krinuzio (nella foto a latere), ha come priorità l’inserirsi nel panorama delle pr milanesi e distinguersi per qualità del servizio e efficienza, per diventare presto un punto di riferimento stabile per tutti coloro che esigono qualità e precisione. Alla festa inaugurale svoltasi ieri sera al celeberrimo Loola Paloosa di Milano hanno partecipato molte delle personalità più in vista dell’ambiente. Tra gli altri Cinzia Refraschini della “mani di forbice”, nota agenzia di hostess. Non dimentichiamo gli ormai famosi Franz e Ale della Baj&Cattaneo, venuti ad omaggiare il collega. Un nutrito gruppo di psicologi ha animato la festa, con un comportamento che certo meriterebbe almeno una seduta d’analisi. Alcune ragazze immagine del famoso Cristian, vero e proprio alter ego di Lele Mora, hanno servito succulenti cocktail dalle ricette esotiche, danzando con la coreografia “il ballo della Bea”. All’arrivo di Wilson, della “Anca forse Stanca”, le psicologhe si sono adoperate per bacetti e morsi senza rimorsi. grandi preoccupazioni per Luca, fondatore della “Santa Lucia consulting”, che tentava più volte l’imbosco con tutto quello che gli capitava a tiro. Grande serata con piccolo quesito finale: ma la ragione dove sta? sempre nel mezzo? E soprattutto perchè pagare meno quando con la Krinozio Comunicazione si può pagare di più! Unico voto in pagella per Maia che torna al popolo in splendente forma e smagliante spirito. ( che sia la Vulvia terapia?) Voto: 8.
In una sola estate ho capito la differenza tra spostarsi e viaggiare. Viaggiare richiede i mezzi giusti e le persone giuste. Vale la pena di lasciare tutto e tutti indietro per viaggiare? (nella diapositiva tre pazienti psicolabili alle prese con una jeep sull’Etna. 2000 mt sul livello del mare) ovvero: la scoperta della lava. E delle cugine del Teo. Simpatiche marmittone che mi hanno ricordato quanto io debba al nuoto nella pre-adolescenza.
Krine. Ovvero quando un uomo convive con i suoi peggiori presentimenti. Gentilmente prestatoci da Nostro Signore per ricordarci quotidianamente che il passo è breve… cos’è la tossicodipendenza?
NON SIAMO MORTI… SIAMO SOLO SOPRAVVISSUTI. IL TEMPO NECESSARIO PER UN CUBA E LA REDAZIONE, TUTTA NUOVA, ESPLODERA’ CON UN NUOVO TAGLIO, UN NUOVO STILE, FOTO DI DONNE NUDE, SCARICA SUONERIE, LINK A SITI ESTREMISTI, IL MEGLIO DELLA RETE….
Surf Demo tour 2004: alassio
partenza venerdì notte: quando non parte nessuno. Infatti due ore di coda accolgono la coppia marketing (Franz e Rena) in Liguria. I due, dal fisico etilico ma dal morale di acciaio, non si fanno prendere da scoramento e giungono a tarda notte nella residenza estiva del Grosso Amico, conosciuto come Checco. Ad accoglierli il padrone di casa e il suo più fidato amico: un cane grande come il suo bicipite, Conan. Franz impone subito il ritmo dell’intero week end con birra e sigaretta di apertura. La notte scorre veloce, tra una russatina di renato e la discoteca più grande di Alassio esattamente di fianco alle finestre. Il mare si presenta in versione “Lago di Como” con un moto ondoso che raggiunge inpennate di quasi due centimetri nel suo picco massimo. Lasciate le tavole nel Siluro Mobile (ormai ufficiale mezzo di trasporto), i tre si avvicendano per animare la spiaggia di ultrasesantenni. E dopo un sabato sera all’insegna della mondanità (per primo crolla sul letto Franz, seguito a ruota dai due), la domenica si apre con un pranzo in ristorantino incula-turisti sul lungomare. Prese le debite distanze dal realismo, i tre iniziano a lavorare. Mentre Checco si scopre narratore storico, Franz e Rena si danno alle coreografie acquatiche, rimorchiando due tra i più incredibili cozzoni di tutta italia. I tre si affidano al potere del pattino a noleggio per fuggire dalla monotonia. Breve aperitivo a Capo Mele (unico posto degno di nota in una Alassio che sembra Milano-Bene in trasferta), con Franz e Rena che danno lezioni di latino-americano, e serata in riflessione davanti ai fuochi di artificio per commemorare l’invasione dei saraceni. E’ checco a spiegare ciò che è successo decine e decine di anni fa, anche se è Franz a ricordare che le donne dei saraceni sono ricordate per la loro morigeratezza (infatti sono le saracinesche). Dove non arriva il cuore….
firmato: Federica. (p.s.: scusatemi, ma è il mio primo articolo sul Bradipo e sono emozionata!!!!)
SURF demo tour 2004: alassio 2
Solo nell’immagine di Checco e Franz che pescano solitari si può sentire la passione che ha preso i tre per tutto il week end…..