Se me lo dicevi prima, che la vita mia sarebbe poi arrivata qui, ti avrei comunque detto: va beh. Io non sono uno coraggioso, ma non ho nemmeno grandi paure, insomma, ti avrei risposto va beh. Andiamo, in qualche modo ci arrangeremo. Se chiudo gli occhi, in questi giorni di settembre, mi esplode la testa di pensieri, che mi viene da riaprirli subito, credo sia capitato anche a te, comunque ti capiterà. A volte la vita fa così, il riassunto delle puntate precedenti va tutto in diretta. Va beh.
Ora, mi verrebbe naturale di scrivere tutti questi ricordi, ho delle storie molto succulente sul mio passato, che poi sono il motivo per cui immagino che il futuro non sarà da meno, ma non ho moltissima voglia di mettermi davanti alla dura realtà dei fatti: io fino ad oggi ho vissuto una vita in cui, se me lo dicevi prima, ti avrei detto: ma cazzo davvero?
Eppure, non posso lamentarmi. C’è di peggio nella vita.
Poche cose riescono ancora a darmi quella carica e quella fiducia che avevo a trent’anni, ma le cerco sempre nelle penombre dei quarantacinque. Ogni vecchio che incontro mi dice che i quarantacinque saranno i migliori, ogni ragazza con cui incrocio lo sguardo mi osserva come si osservano le cariatidi. Mio figlio mi guarda, mio padre mi osserva, ognuno a modo suo ha a che fare con il mio pelo che si imbianca, con le mie rughe d’espressione, con i miei sbadigli di noia.
Se me lo dicevi prima, ti avrei detto serenamente che tutto insieme, tutta questa vita, non l’avrei presa. Opto sempre per una dilazione di pagamento, le rate, anche se hanno interessi pesanti, mi sembrano un’opzione decisamente migliore, quando si tratta di emozioni. Ma nessuno mi aveva avvisato che potevo chiedere pagamenti migliori.
Se me lo dicevi prima.